17 aprile 2006

La canzone del Parco

"Se lui e lei ridono, umidi baciano, parole lievi, leggère le piume. Se lei e lui timidi, umidi scrivono platani con incisione di cuori. Sinceri se dicono "ti voglio bene", il parco sorride la stagione viene. Se lei e lui nuvole di desideri si toccano puri. Il prato respira. Domani è lontano domani è lontano se mi ami ora..."


Attimi di malinconia, in coda al supermercato come seduta su una panchina fumando una sigaretta. Davanti agli occhi schiere di giovani amanti, pieni di tenerezza e premure, ridono parlano a voce alta.
Ed è un nodo alla gola senza sapere perchè.
In fondo in un rapporto quel che conta è la sostanza, considero eccessive tutta una serie di manifestazioni pubbliche, come le persone perennemente attaccate al telefono per non perdersi neppure un attimo di vita della loro dolce metà.
Eppure con un mezzo sorriso mi rendo conto che per un attimo quel che provo altro che non è che una goccia di pura invidia che rotola sulle guance.

"penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili. Da poeti poveri sui miei rami umidi, sulle foglie ultime, a che cosa pensano questi umani fragili. A che cosa servono i miei rami stupidi, a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili, posso solo esistere. In eterno vivere. Senza avere gli attimi degli amanti giovani, degli amori giovani, a che cosa pensano questi umani fragili..."

scritto da Rachele alle 5:22 PM

1 Commenti:

LaGiulia dice:

Bimba, la tenerezza fra persone che si amano non fa mlto caso alla gente che passa, non è eccessiva, non è estranea alla sostanza del rapporto stesso. La "sostanza" è quella cosa che ti spinge a rimanere con una persona anno dopo anno, invece di andare a cercare la stessa tenerezza altrove; ma la tenerezza non puoi fartela mancare. Non ci sono moltissime altre gioie, nella vita.

4:40 PM

 

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