Senza parole
Sorrido camminando sotto la pioggia.
Una sigaretta in mano e qualche fitta allo stomaco.
Un sacchetto con una gonna di quelle che fanno la ruota larga larga.
Una maglia, a righe, rosa.
Rosa, sì. Ogni tanto bisogna pur saper azzardare un colore.
Il cappello mi ripara dalle goccioline, i capelli si arricciano e io sento la primavera.
Piccole cose.
E ho guardato la televisione e mi è venuta come l'impressione che mi stessero rubando il tempo e che tu, che tu mi rubi l'amore. Ma poi ho camminato tanto e fuori c'era un gran rumore che non ho più pensato a tutte queste cose.
Strano.
Ho passato gli ultimi quarantasei giorni a pensare che in realtà non potevo più appartenere a nessuno, che la mia libertà era assieme la mia forza e la mia condanna.
Non so perchè ho tentato di convincermene, forse perchè mi mancava il coraggio d'ammettere quanto in realtà t'appartenessi.
Ogni tanto anche a me manca il coraggio.
Ora che ce l'ho resto con la mia gonna che m'accarezza le gambe a fissare un futuro a forma di punto di domanda.
Non posso controllarlo.
In realtà non voglio neppure farlo.
E ho guardato dentro un'emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore.
Odio Vasco Rossi.
Eppure ogni tanto non riesco a fare a meno di ascoltarlo, e alcune volte mi commuovo urlando a squarciagola sugli scalini di casa le sue parole.
Piango e sorrido al tempo stesso.
Io, fragile bimba di fronte all'ignoto.
Devo solo aver fiducia nel futuro.
Va bene così.
scritto da Rachele alle 6:25 PM
3 Commenti:
Piango e sorrido al tempo stesso.
Io, fragile bimba di fronte all'ignoto.
Devo solo aver fiducia nel futuro.
--
Bello, molto.
12:28 PM
:-)
3:37 PM
Adesso la finite di rompere le balle al mondo? :D
7:36 PM
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